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birmania

birmaniaUna volta nella vita uno vuole togliersi lo sfizio di sentirsi ricco! E così decidiamo, visto anche l’età che avanza e che possiamo approfittare di una offerta, di prenotare il volo per Yangoon con la business class della Qatar Airways. Alla partenza da Malpensa godiamo dell’accesso privilegiato al ceck-in. Dopo cinque minuti da quando siamo saliti sull’aereo provo un po di vergogna: siamo gli unici che hanno già provato tutte le posizioni del sedile e aperto la confezione con i cosmetici come dei bambini a cui hai regalato una container pieno di nutella.

Il volo fa scalo a Doha e la presenza di Romina Power con la figlia sul nostro aereo (poi in coincidenza per l’India), ci ricorda ancora la sensazione provata all’inizio del viaggio e ci lascia stupiti: viaggiano in economy!

Dopo aver approfittato da vero italiano del buffet (gratis) del longe di Doha risaliamo sull’aereo per volare sopra le splendide palme di Dubai. Dall’aereo queste zone residenziali appaiono proprio come due palme disegnate sull’acqua.

Finalmente arriviamo a Yangoon. E’ tardo pomeriggio e l’aeroporto è esattamente come me lo aspettavo: piccolo, sporco e pieno di gente che si agita cercando il turista che dovrà accompagnare da qualche parte. La nostra guida è gentile e servizievole oltre ogni limite. Ci porta nell’albergo dove ci aspetta un necessario riposo. Dopo qualche ora scendiamo per pranzare nel ristorante…..ITALIANO!!!! NON CI POSSO CREDERE!!! Ma come uno va dall’altra parte del mondo, in un paese dove il turismo quasi non esiste… e trova i tortellini fatti in casa! Ma poi fatti in casa di chi?!

Un po’ sconsolati (perché ancora non sapevo cosa mi aspettava in alternativa) torniamo in camera: domani si parte in aereo per Bagan. Non credo che ci siano parole o immagini che possono descrivere la meraviglia del posto nel quale siamo arrivati. birmaniaBagan è un vero salto nel passato. Tutto il Myanmar è paese dove il tempo sembra si sia fermato e dove la gente sembra felice pur non avendo nulla. Anzi, in quel paese non hanno libertà di pensiero e di parola, eppure sono gentili, pensano al prossimo prima ancora che a se stessi. La nostra guida ci racconta che con le mance che riceve offre il pasto una volta all’anno ad un ricovero per anziani e ci sorprende quando compra un gelato da un mendicante per non ferirlo con l’elemosina o quando compra le caramelle ai bambini nei villaggi dove non esiste nemmeno la corrente elettrica. Bagan è una vasta pianura dove sorgono circa 2000 templi e dove le autorità hanno fatto spostare le case costruite all’interno della zona, considerata sacra. Al mercato di Nyaung Oo, vero trionfo di colori e odori, vendono di tutto tra cui……topi di campagna che ci dicono essere buoni! Gli credo sulla parola. Ci sono pochissimi turisti, qualcuno in bicicletta vaga per i sentieri sterrati visitando templi disseminati un po’ ovunque. La gente del luogo si muove su carri trainati da buoi. Dicono che almeno una volta nella vita dovresti venire a Bagan… credo abbiano ragione.

La sera ci aspetta la cena. Generalmente amo gustare la cucina locale, ma in questo caso ho fatto una eccezione. Il gubirmaniasto della cucina Birmana non riesco ad adattarlo al mio palato e utilizzando come scusa dei problemi intestinali, mangerò riso bianco condito con limone per 15 giorni.

La mattina dopo sveglia all'alba (ci rincresce un po' lasciare la magia di Bagan) ma ci attende un areo che ci  porterà a Mandalay, l' ultima capitale della monarchia birmana. La giornata è intensa, la nostra guida non ci permette di distrarci nemmeno un secondo e si irrigidisce quando mia moglie, presa dall'entusiasmo, si allonta e si distrae per filmare e immortalare tutto quello che vede. Dopo l'escursione all'antica capitale di Amarapura, ci trasferiamo con una macchina privata, autista e guida al monastero Mahagandayon, 11 km a sud della citttà. Attraversiamo il ponte Inwa e andiamo a Sagaing un ritrovo dei fedeli buddisti. Durante l'intero viaggio ne vedremo a centinaia.

La serata è stata una delle cose piu' emozionanti del viaggio anche perchè la bellezza e il fascino del ponte in legno di U-Bein è stata una vera sorpresa!! Su questo ponte, il piu' lungo del mondo in tek, camminano con  tranquillita' contadini, monaci, bambini, gente qualsiasi con una calma e una serità nell'assoluto silenzio della campagna circostante.birmania

Con lo stesso silenzio ci godiamo il tramonto su una barca presa in affitto con pochi dollari sul fiume e ci sembra che il tempo si sia fermato.

Dopo un 'abbondante colazione, quella di mia moglie, io non riesco a ingerire nulla, la nostra guida ci elargisce prima qualche pillola di filosofia buddista e poi ci porta in escursione a Mingun. Percorriamo la riva occidentale fiume Ayeyarwady seduti su due comode sedie in vimini sul ponte della barca, sempre immersi nell'assoluto silenzio. Arrivati al villaggio,  la prima visita è alla campana e la guida ci dice che è la campana suonante piu grande del mondo e pesa ben 90 tonnellate. Camminiamo per le strade sterrate del villaggio incrociando monaci, donne con vasi pesanti e fardelli portati con perfetto equilibrio sulla testa,  poi  ci viene voglia di salire su un carro trainato da buoi con scritto sopra “taxi”.

In mattinata  partenza con la fedelissima guida che si occupa di tutto (non ci fa nemmeno avvicinare al check in) per Heho. Al arrivo in aeroporto ci attende un'altra auto che ci accompgna al Lago Inle. L'albergo si affaccia sull'acqua e il nostro bungalow ha la terrazza che domina l'intero lago....che spettacolo!!! Non vedo l'ora di salire sulla lancia che ci porta in escursione. Sfrecciamo su questa imbarcazione in fila indiana davanti a tutti mia moglia dientro io e  dietro di me la nostra guida.

Attraversiamo il lago e vediamo quello che avevamo fin d'ora visto solo i tv : i famosi pescatori che remano con una gamba ( non sembrano fare nessuna fatica) la guida distribuisce notizie a raffica con un italiano un po' tentennante a volte non afferiamo bene quello che dice  e infatti riusciamo a capire solo a fine giornata che i gli “oti” son o gli orti galleggianti del lago. La cosa piu' bella è stato entrare con l'imbarcazione attraverso i canali  dove gli abitanti del lago Inle hanno costruito le loro palafitte e vedere come si vive  sull'acqua. Il loro mezzo di locomozione è la barca di legno (uguale alla nostra ma un po' piu' piccola) ;  vanno a fare la spesa al mercato, vendono frutta, verdura, utensili, souvenirs alle altre imbarcazioni che incontrano. E i bambini che imparano prima a remare che camminare fanno una tenerezza infinita: tutti ti salutano dicendoci “tatà” ; impariamo acnhe noi subito a dirlo per rispondere al loro saluto.

Dopo una giornata di lago, il mattino seguente ci attendono tre ore di auto per raggiungere le Grotte di Pindaya. Attraversiamo la campagna ma il tempo sembra passare velocemente,  scattiamo centinaia di foto ai carri di buoi, ai colori della terra, ai contadini che arano i cabirmaniampi come un tempo, sembra un tuffo nel passato!! L'ingresso della grotta è buio, all'interno ci sono piu' di 4000 statue di Buddha di ogni materiale e grandezza.

Il mattino seguente siamo di nuovo in aeroporto con destinazione Ngapali Beach dove la nostra guida ci lascerà soli per goderci tre giorni di relax sulle spiaggie di questo paese che una volta era conosciuto come la Napoli dell'est.
La spiaggia è lunga 3 km,  la sabbia è bianca e con palme rigogliose, deserta, incontaminata, che si affaccia su un mare cristallino pescosissimo; infatti molti degli abitanti di questa zona vivono di pesca. Il nostro albergo è immerso in un giardino di palme, e sulla terrazza abbiamo un'enorme vasca da bagno idromassaggio per due. La proviamo subito anche se non c'è l'acqua calda!! e dopo una bella dormita sul letto bianco a baldacchino, la mattinata del giorno dopo la dedichiamo ad una   visita del paese che raggiungiamo con due biciclette prese a noleggio.

Giro tra i negozietti a fare un po' di shopping di souvenirs , cenetta a base di pesce e rientro alla base.

Purtroppo anche se il tempo qui sembra essersi fermato, il nostro corre come a Milano troppo veloce e già ci ritroviamo sul penultimo aereo della vacanza che ci riporta a Yangon. L'affascinante capitale, verdeggiante e ricca di testimonianze coloniali.

Ci aspetta un lungo viaggio di rientro in Italia ma partiamo sicuramente piu' ricchi dentro e contenti di aver visitato un paese checi ha dato qualcosa, un qualcosa che rimarra' sempre nel nostro cuore.